Genbukan Karate Torino

La storia della Genbukan Karate Torino

Genbukan Karate Torino - zona Vanchiglia - Vanchiglietta. Combattimento, studio delle antiche forme (e loro applicazione), strutturazione fisica integrata con elementi di meditazione, circolazione e controllo energetico interno, difesa personale e proiezioni.


La Genbukan Karate Torino nasce nel 1981 a Torino in una palestra comunale in via Vezzolano come scuola di karate shotokan. Legata inizialmente alla federazione Fesika, in seguito alla Skii del maestro Miura, poi alla Ski del maestro Shirai ed infine all’Area Discipline Orientali Uisp, della quale fu una delle tre scuole fondatrici. I capiscuola furono tre cinture nere primo dan, una delle quali Giovanni Bonelli.
Dopo il primo periodo di lavoro comune, due maestri si staccarono dal gruppo, lasciando a Giovanni Bonelli la guida del dojo. Gli anni '80 e '90 videro un periodo di crescita del karate, sull'onda del ciclo Bruce Lee. Furono anni di espansione del dojo, che si protrasse fino agli anni di inizio 2000. Dal punto di vista sportivo, le gare di kumite (combattimento) e di kata (forma), erano elemento trainante dell’attività del dojo, che sforno’ ottimi atleti, fregiatisi di trofei e riconoscimenti sportivi. Alcuni nomi: Giuseppe D’onofrio (secondo classificato campionati europei kumite), Gianni Scano (terzo classificato campionati italiani kata), Lorenzo Bonelli (terzo classificato campionati italiani kata). Il legame al lato sportivo della disciplina si protrasse fino ai primi anni del 2000. In seguito, lo studio delle origini del karate e la maggior conoscenza della natura e dello spirito delle arti marziali da parte del maestro, portarono la scuola ad avvicinarsi ad altre forme di cultura e di pratica marziale. Da allora venne modificato il percorso tecnico della scuola, orientandolo verso il karate budo oggi praticato nel nostro nuovo dojo in zona Vanchiglietta a Torino.
Storia del karate

La storia del karate

Il karate è un’arte marziale di origine giapponese che si pratica a mani nude. È un’arte di combattimento. Le tecniche sono elaborate in modo da ricercare i colpi più efficaci per l’attacco. Le più utilizzate sono i colpi di pugno e di calcio. A queste si aggiungono colpi portati con le mani aperte, con i gomiti, con le ginocchia, ecc…
Tecniche di parata sono state elaborate in risposta ai diversi attacchi. Proiezioni, immobilizzazioni e chiavi articolari completano e arricchiscono la gamma delle tecniche.
Kenji Mabuni alla domanda che cos’è il Karate rispose:

“Il Karate Do deriva dall’arte del combattimento a mani nude trasmessa segretamente nell’isola di Okinawa. Si tratta di una sottile arte dell’auto difesa che permette di vincere il nemico utilizzando le varie parti del corpo in modo razionale ed efficace [...] ma il vero Karate non è una semplice arte del combattimento. Il suo primo obiettivo è forgiare il corpo e lo spirito [...] quest’arte è stata praticata e approfondita con lo scopo di giungere alla dignità di un saggio [...] gli adepti devono riflettere sul senso di queste due massime:
  • l’arte del pugno è quella di un saggio.
  • Il Karate non comincia mai con un attacco.”.
Il nome antico del karate era To (della Cina) De (mano), quindi mano della Cina. L’ideogramma To si pronuncia anche Kara. Nel ventesimo secolo si è iniziato ad usare tale pronuncia: Karate (mano della Cina). L’ultima denominazione più largamente usata è stata Karate-Do (Do = via): via della mano nuda, per nascondere l’origine cinese dell’arte non gradita nei primi anni del ‘900 dal crescente nazionalismo nipponico. Originariamente il karate si praticava ad Okinawa, isola principale dell’arcipelago Kiu Ryu, a sud del Giappone. La sua localizzazione geografica, relativamente vicina alla Cina, la vide per secoli legata politicamente ed economicamente all’impero cinese, dal quale attinse cultura, conoscenza e arti marziali. Forme di combattimento autoctone, legate alle danze tribali dell’isola, si mescolarono alle forme di combattimento cinese, dando vita ad una nuova forma di arte marziale. Inizialmente i luoghi in cui la pratica era più diffusa erano tre villaggi vicini, Naha, Tomari e Shuri, da cui Nahate (Karate di Naha), Tomarite (Karate di Tomari) e Shurite (Karate di Shuri). Il karate di Okinawa conteneva parecchi elementi dell’arte cinese del combattimento, soprattutto le due correnti Shurite e Tomarite. Secondo l’enciclopedia del budo, il notabile Sakugawa, maestro di arti marziali, presentò alle sue conoscenze di Pechino un suo giovane allievo. Siamo intorno al 1830, l’allievo era Saken Matsumura, che avrebbe avuto in seguito un grande influsso sul Karate di Okinawa. L’ipotesi del maestro Kenji Tokitsu, accreditato esperto della storia delle arti marziali, è che Matsumura apportò al Karate di Okinawa un rinnovato slancio, introducendo elementi di varia provenienza, che egli organizzò. Tale evoluzione fu al tempo stesso una creazione poiché le basi cinesi non furono riprese tali e quali. In questo modo, con Matsumura, inizio una fase nuova del Karate di Okinawa, che non rappresentò una pura e fedele mutazione, ma una integrazione di contributi cinesi e giapponesi nell’arte marziale di Okinawa. Da qui inizia un percorso di sviluppo del Karate che vedrà la nascita dei vari stili (Ryu). Ogni stile o scuola rappresenta il diverso approccio del fondatore dello stile all’arte. Le varianti sono rappresentate dalla gestualità, dalla dinamica di allenamento, dalla visione dei metodi di pratica della stessa, dai programmi di studio. Ad esempio i Kata, ovvero le forme che racchiudono tutto il bagaglio tecnico della disciplina, pur avendo matrici e schemi comuni, si differenziano notevolmente da scuola a scuola. I principali stili e capi scuola sono:
  • Goju Ryu (M. Higaonna e M. Myiagi)
  • Shito Ryu (M. Mabuni)
  • Shotokay Ryu (M. Egami)
  • Vhado Ryu (M. Otsuka)
  • Shotokan Ryu (M. Funakoshi)
Dal Karate antico al Karate moderno il passo fu relativamente breve. Prima il maestro Itosu e poi il maestro Funakoshi, suo allievo, introdussero in alcune scuole di Okinawa, e più avanti in alcune università giapponesi, il Karate, parente povero delle più antiche e blasonate arti marziali quali judo, kendo, aikido. Il karate fece strada in fretta e si affiancò come importanza, efficacia e diffusione, alle altre discipline più nobili. Da allora l’immagine del karate si baserà su due elementi caratterizzanti: la figura del karateka, con kimono bianco e cintura colorata e la forma super organizzata degli allenamenti collettivi, stile militare. Ricordiamo che il Karate antico era praticato e insegnato in forma esoterica, trasmesso da padre a figlio, da maestro ad allievo, in piccoli ambienti chiamati dojo o Kan, dove si praticava con intensità e rigore, segretezza del contenuto dell’arte ed estremo rispetto del maestro. Gli allievi erano pochi, selezionati e scelti dal maestro stesso. La forma di allenamento collettivo ritualizzata corrisponde all’adattamento del karate al tipo di insegnamento scolastico effettuato all’inizio del secolo ventesimo, come già detto da Itosu e dai suoi allievi, ispirato dai metodi di addestramento militare giapponese derivati dai modelli degli eserciti francese e tedesco. La nostra scuola aderisce allo stile Shotokan, che letteralmente significa “Palestra nel fruscio della pineta”, fondato dal maestro Funakoshi. Il figlio Yoshitaka porterà al karate Shotokan parecchie modifiche, come l’introduzione del combattimento libero e la maggiore ampiezza e dinamismo nell'esecuzione delle tecniche. Si può tranquillamente affermare che lo stile attuale dello Shotokan Ryu provenga più da Yoshitaka che dal padre. L’aspetto positivo dello stile Shotokan è basato sul dinamismo, l’ampiezza e l’energizzazione dei movimenti, che sviluppano forza e resistenza muscolare, necessarie ad una pratica duratura, soprattutto vista come forma preparatoria al combattimento. La critica a questo stile è il negativo di questo aspetto: la forma di allenamento fissata su uno standard di forza e dinamismo esasperati, porta con gli anni a traumatismi e lesioni muscolari e articolari, che limitano l’integrità fisica dei praticanti e contrastano con l’idea che le arti marziali siano portatrici oltre che di forza, anche di benessere e salute. Il Karate oggi è rappresentato e praticato come disciplina sportiva a tutti gli effetti: si effettuano competizioni di combattimento (Kumite) e forma (Kata), e lo scopo della pratica è per la maggior parte delle scuole quello di vincere gare e trofei, di primeggiare nelle competizioni, aspirando alle olimpiadi. Il mio primo maestro mi diceva sempre:

“Il Karate non è uno sport, ma un’arte, una disciplina”.

Oggi a quest’affermazione è difficile credere. La spettacolarizzazione del Karate lo ha di fatto allontanato dalle proprie radici. Alcune scuole, tra cui la nostra, non demonizzano la competizione, ma ricercano ancora tali radici come cultura e come pratica.
Genbukan Karate Torino

La nostra palestra

La nostra palestra è un locale sito in Via Mongrando 30, interno cortile, in zona Vanvhiglietta a Torino. È ristrutturato a nuovo. Lo spazio è di 50 mq circa, su parquet. Adatto a discipline con un numero massimo di 15 allievi per corso. È dotato di servizi, docce e spogliatoi maschili e femminili.
La nostra scuola di karate pratica nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 19:00 alle ore 21:00. I restanti orari possono essere utilizzati per corsi a richiesta (per informazioni clicca qui).
Si garantisce per ogni corso un periodo di 15 minuti per inizio e fine lezione (cambio abiti ed eventuale doccia).
Non si accettano corsi che prevedano l’uso di basi musicali ad alto volume.
Genbukan Karate Torino

Orari e costi

Il corso di Karate per adulti si svolge il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle ore 19:15 alle ore 21:00.
Per bambini e ragazzi fino a 11 anni il lunedì e il mercoledì dalle 18:00 alle 19:30 (il venerdì è dedicato ai soli adulti).
Per saperne di più clicca qui:



Il costo a persona è di €40 mensili.

Per contattarci chiama il numero 3351383593
oppure scrivici all'indirizzo info@genbukankaratetorino.com
Genbukan Karate Torino

Il nostro karate

“Il fine ultimo delle arti marziali è quello di far progredire lo spirito, attraverso il rafforzamento del fisico, del corpo e l'apprendimento della tecnica." - Shiokiawa, presidente fondazione Nipponbudo 2005.

Tale citazione rappresenta sinteticamente lo spirito del budo, che attraverso un intenso addestramento fisico e mentale, deve far crescere le qualità di un praticante di karate. Per tale motivo la nostra scuola si riferisce al budo come principio ispiratore dell'addestramento. Da quando il bushido (via del guerriero), è diventato budo (via del miglioramento attraverso l'arte marziale), è nata una nuova visione delle arti marziali, non più inserite in un contesto bellico, ma viste come strumenti di formazione della persona. Si crea una nuova dimensione della marzialità, seguita da adepti e maestri, che ricercano in esse, arti marziali, una via di crescita forte e dinamica, ma al contempo profonda, spirituale, portatrice di armonia interiore: imparare l'arte del combattimento per non combattere mai, seguire la via dell'addestramento rigoroso per migliorare se stessi.

Il nostro karate budo tenta di conciliare la tradizionale impostazione dello Shotokan Ryu, con un'attenta rivisitazione delle forme di combattimento a distanza ravvicinata.
Abbiamo arricchito la nostra pratica con un programma di strutturazione fisica integrato con:
  • elementi di attivazione energetica
  • studio del tuite (arte delle proiezioni e delle chiavi articolari)
  • studio delle forme (kata) e loro applicazione in combattimento
  • pratica del goshin do (difesa personale)
  • combattimento totale (tegumi)
  • elementi di pugilazione con schivate e rientri
Quasi tutte queste aree di studio erano presenti nel karate antico di Okinawa, e per buona parte trascurate dal karate ufficiale, detto tradizionale.
Il nostro karate budo si sforza di fondere la base strutturale shotokan (energetica, forte, con gestualità enfatizzata e posture basse) con la flessibilità, la morbidezza, la sottigliezza dei movimenti priori della scuola Tokitsu Ryu.
La nostra pratica è in continua evoluzione, poiché crediamo che una buona pratica marziale passi necessariamente attraverso una continua sperimentazione.
Per far parte del nostro gruppo non occorre aver praticato altre discipline o possedere splendore atletico. Ogni età è buona per praticare, non bisogna aver paura di faticare un po’. Non c’è competizione, ma aiuto reciproco, nello sforzo di praticare insieme una disciplina dura, rigorosa, impegnativa ma portatrice di soddisfazioni e risultati.

Pratichiamo per passione, per amore delle arti marziali. Siamo un gruppo di allenamento, ma non solo: amicizia, valori condivisi, intensi allenamenti, cementano i legami personali. L’efficacia del budo passa attraverso la continuità e il rigore dell’allenamento, ma anche l’acquisizione di una sensibilità interiore emozionale ed esistenziale.

A noi piace pensare che la pratica marziale non sia lo svago dietro la porta di un dojo, ma una scelta di vita, una ricerca continua di miglioramento.
Genbukan Karate Torino

Apri il tuo corso!

Il locale è disponibile per maestri e istruttori che necessitino di uno spazio per corsi di arti marziali, danza, pilates, yoga e altre discipline che possano essere praticate a piedi nudi o con scarpette adatte.
No basi musicali ad alto volume.
Genbukan Karate Torino

Corso per bambini

Il nuovo corso dedicato ai bambini è aperto da settembre 2019, con i seguenti orari:
Lunedì: 18:00 - 19:30
Mercoledì: 18:00 - 19:30
Per saperne di più clicca qui: